• Stiamo vivendo tempi biblici?

Negli ultimi anni il mondo sembra aver perso stabilità. Guerre che si protraggono senza soluzioni, tensioni internazionali sempre più acute, crisi economiche, migrazioni forzate, cicloni , terremoti , pandemie e un clima generale di incertezza stanno segnando profondamente la vita di milioni di persone.

Le notizie quotidiane parlano di conflitti armati, instabilità politica e fragilità economica. Ciò che colpisce non è solo la quantità delle crisi, ma la loro simultaneità e globalità. Nessuna area del pianeta sembra realmente al sicuro. Questo contesto genera paura, smarrimento e una crescente sensazione di impotenza. Molti avvertono che qualcosa di profondo sta cambiando nell’ordine mondiale. Si sente parlare già da decenni di un “Nuovo Ordine Mondiale” che cambierà ogni aspetto e gli equilibri del mondo, si vede in ogni ambiente della società si osserva un egoismo dilagante, una decadenza morale e mancanza di autocontrollo , mancanza dei valori etici fondamentali: onestà , rispetto, responsabilità, giustizia , solidarietà , empatia. Ma la cosa più grave è cha e la vita umana non è considerata sacra o inviolabile, per cui uccidere diventa giustificabile, sfruttare diventa normale e scartare i più deboli sembra accettabile.

Senza alcun dubbio questi sono tempi difficili, dove in mezzo a guerre , disastri , instabilità, ingiustizie, prevaricazioni e tanta violenza , il mondo cerca pace. Le notizie di questi giorni inoltre affermano con chiarezza chiarezza: il mondo cerca pace, ma non sa dove trovarla. Al World Economic Forum di Davos è stata annunciata e presentata una nuova iniziativa internazionale chiamata “Board of Peace”, promossa dagli Stati Uniti, con l’intenzione dichiarata di favorire la risoluzione dei conflitti e la ricostruzione post-bellica.

Ma proprio mentre si parla di “board”, “piani”, “carte” e “quote”, emergono divisioni e scetticismi: ad esempio, l’Italia (secondo Reuters e Corriere della Sera) avrebbe deciso di non partecipare per ragioni costituzionali e per la forma dell’iniziativa. Anche altri leader europei hanno espresso riserve sulla struttura e sul rapporto con l’ONU.

Secondo quanto riportato da diverse fonti, la proposta del “Board of Peace” include anche un meccanismo di adesione che ha suscitato discussioni, come l’idea di contributi molto elevati per alcuni tipi di partecipazione. Questo non lo dico per polemica politica (non è il nostro compito), ma per sottolineare un punto semplice:

La pace vera non nasce dai bilanci.

La pace vera non si firma soltanto: si costruisce, e prima ancora si riceve da Dio.

Di fronte a questo scenario, una domanda emerge con forza anche tra i credenti: stiamo vivendo tempi biblici?

Cosa dice la Bibbia sui tempi difficili

La Scrittura non nasconde la realtà dei tempi complessi. Gesù stesso avvertì i Suoi discepoli:

“Sentirete parlare di guerre e di rumori di guerre… vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi” (Matteo 24:6–7)

Queste parole non sono state pronunciate per alimentare il panico, ma per preparare spiritualmente il popolo di Dio. La Bibbia presenta le crisi come parte della storia umana segnata dal peccato, non come eventi fuori dal controllo divino.

È importante chiarire un punto fondamentale: la Bibbia invita alla vigilanza, non alla speculazione.

Ogni generazione ha vissuto guerre e crisi, e la Scrittura non ci autorizza a fissare date o a interpretare ogni evento come l’imminente fine del mondo. Gesù stesso ammonisce a non lasciarsi ingannare da interpretazioni sensazionalistiche.

Il vero segno dei tempi non è la paura, ma la condizione spirituale dell’uomo.

Qual è la chiamata del credente oggi ?

Di fronte a guerre e instabilità, il credente è chiamato a una risposta diversa rispetto al mondo:

Restare saldo nella fede, ricordando che Dio rimane sovrano sulla storia

Pregare per la pace e per chi governa, anche in contesti difficili

Testimoniare speranza, non disperazione

Vivere il Vangelo concretamente, aiutando chi soffre

La Scrittura non ci chiama a fuggire dal mondo, ma a essere luce nelle tenebre.

La Bibbia non termina con il caos, ma con una promessa. Le crisi non hanno l’ultima parola. La speranza cristiana non è fondata sulla stabilità geopolitica, ma sulla fedeltà di Dio. In un mondo che trema, il messaggio del Vangelo rimane immutato:

Cristo è la nostra pace, oggi e per l’eternità. Infine ci sentiamo di dare dei consigli per il credente di questi tempi . se sei credente :

• Informati, ma non nutrirti solo di notizie

• Coltiva la preghiera più della paura

• Parla di speranza, non solo di crisi

• Ricorda che la tua cittadinanza è nei cieli

E allora la domanda torna, più forte di prima:

la pace del mondo è davvero solo una questione di accordi… o è anche una questione di cuore?

Ecco cosa ci insegna la Bibbia:

Daniele 9: la strada biblica verso la pace

Quando Daniele vedeva il suo popolo in crisi, non iniziò con una strategia militare o diplomatica. Iniziò con una preghiera che oggi suona come un messaggio per il nostro tempo:

Daniele confessa il peccato (non accusa gli altri)

Daniele si umilia

Daniele chiede misericordia e intervento a Dio

Daniele 9 è, prima di tutto, un capitolo di ravvedimento.

E poi arriva la speranza: nella rivelazione di Daniele 9 si parla del piano di Dio che conduce a qualcosa di definitivo: una giustizia che dura (Daniele 9:24). Dove arriva la giustizia di Dio, lì nasce anche la pace vera. Non una tregua fragile, ma una pace fondata sul Regno di Dio.

La “grande pace” non è un progetto umano: è una Persona

Il mondo annuncia: “Vi daremo pace.”

Cristo dice: “Io vi do la mia pace.”

La pace del mondo spesso è solo assenza di guerra per un tempo.

La pace di Cristo è riconciliazione con Dio, perdono, nuova vita, speranza che non muore.

E questo è il punto: se il cuore dell’uomo resta lontano da Dio, anche gli accordi più solenni resteranno fragili. Ma quando un uomo, una donna, un popolo si piega davanti al Signore, nasce qualcosa che nessuna crisi può spegnere.

Amico, sorella, fratello… forse guardi il mondo e ti senti impotente. Forse hai paura. Forse sei stanco di notizie che cambiano ogni giorno.

Oggi la Parola di Dio ti invita a fare ciò che fece Daniele: tornare a Dio.

Non aspettare che il mondo diventi sicuro per credere.

Non rimandare. Apri il tuo cuore a Cristo.

C’è speranza per chi si ravvede.

C’è perdono per chi torna al Signore.

E c’è una gioia che non finisce: la gioia eterna promessa da Dio a chi si affida a Gesù.

Se vuoi, prega così, con semplicità:

“Signore Gesù, ho bisogno di Te.

Perdonami. Cambia il mio cuore.

Metti la tua pace dentro di me.

Voglio seguirti. Amen.”


Francesco Pastone