Il Benin è un Paese dell’Africa occidentale segnato da una straordinaria ricchezza umana e culturale. Più di quaranta etnie, numerose lingue e tradizioni secolari convivono in una terra conosciuta per la sua ospitalità, per la profondità della sua spiritualità e per il dialogo quotidiano tra culture e fedi diverse.

L’identità del Benin si esprime nell’artigianato, nella musica e nelle danze tradizionali, come lo zangbéto, e trova un forte punto di riferimento nella dimensione religiosa: cristianesimo, islam e religioni tradizionali coesistono in un contesto noto anche come culla del vodun. Accanto a questa ricchezza culturale, il Paese vive una fase di crescita economica sostenuta dall’agricoltura, dal commercio e dai servizi, con il porto di Cotonou come snodo strategico per l’intera regione.

È in questo contesto che si sviluppa il ministero di Lama Sabathani Yetema, evangelista delle Assemblee di Dio, impegnato da oltre un anno e mezzo in attività missionarie sul territorio nazionale. Formato in impianto di Chiese e Missiologia, con competenze anche in ambito agricolo, Yetema svolge il suo servizio attraverso l’evangelizzazione in contesti rurali e urbani e la nascita di cellule di preghiera, strumenti essenziali per una Chiesa radicata nel territorio e vicina alle persone.

La visione che anima il ministero di Lama Sabathani Yetema è chiara: contribuire alla costruzione di una Chiesa fondata sulla Parola di Dio, capace di vivere una fede autentica e di irradiare l’amore di Cristo nella società. Una Chiesa impegnata, che serve i più vulnerabili, che annuncia il Vangelo con compassione e che testimonia l’unità nella diversità.

In un mondo segnato da paure, instabilità e persecuzioni, questa visione si allarga oltre i confini nazionali. Il pensiero va in particolare ai cristiani perseguitati nel Nord del Benin e in altri contesti difficili come l’India, la Cina, la Nigeria, il Burkina Faso, il Mali e il Niger. A loro viene rivolto un messaggio di speranza e di comunione: la Chiesa non dimentica, Dio è presente e il Vangelo resta una forza viva e potente.

Come ricorda la Scrittura, «Io so che il mio Redentore è vivente». È questa certezza che sostiene l’impegno quotidiano dell’evangelizzazione e che diventa appello rivolto a tutti: Gesù Cristo è la via, la verità e la vita. SeguirLo significa aprire il cuore alla pace che solo Lui può donare.

La preghiera che accompagna questo ministero è la stessa che attraversa tutta la Chiesa: che i credenti siano uno, affinché il mondo creda. E che il Benin continui a essere una terra di speranza, dove il Nome di Dio sia portato con onore, responsabilità e amore.

La redazione Logos