Il Benin ha vissuto settimane di grande tensione a seguito di un tentativo di colpo di Stato militare avvenuto nella notte tra il 6 e il 7 dicembre 2025. Le forze lealiste, con il supporto dell’aviazione nigeriana, sono riuscite a riprendere rapidamente il controllo della situazione a Cotonou, la capitale, dove si erano verificati scontri e la temporanea chiusura di frontiere e aeroporto. Il governo ha dichiarato che la situazione è sotto controllo, ma il clima politico resta teso, soprattutto in vista delle elezioni legislative e comunali dell’11 gennaio 2026 e delle presidenziali previste per aprile. Le autorità invitano alla prudenza, poiché non si escludono ulteriori episodi di instabilità e manifestazioni. L’11 gennaio 2026 i cittadini sono stati chiamati alle urne per eleggere 109 deputati e oltre 1.800 consiglieri comunali, con un mandato esteso a sette anni dopo la recente riforma costituzionale. La campagna elettorale si è svolta in modo sobrio, con pochi grandi comizi e una forte presenza sul territorio attraverso incontri diretti nei quartieri e nei villaggi. Il principale partito di opposizione, Les Démocrates, ha potuto partecipare solo alle legislative, mentre è stato escluso dalle comunali e dalla presidenziale per mancanza dei requisiti formali. Le nuove regole elettorali impongono ai partiti di ottenere almeno il 20% dei voti in ciascuna delle 24 circoscrizioni per accedere al Parlamento, una soglia che rischia di penalizzare fortemente l’opposizione.
Sicurezza nel nord e minaccia jihadista.
La situazione nel nord del Benin resta particolarmente delicata. Negli ultimi mesi si sono verificati nuovi attacchi jihadisti al confine con Niger e Burkina Faso, con la morte di diversi soldati e un aumento della presenza di gruppi armati affiliati ad al-Qaeda. Le autorità hanno rafforzato la cooperazione militare con i Paesi vicini e avviato operazioni di rastrellamento, ma la minaccia rimane alta, soprattutto nelle regioni di frontiera, dove la popolazione soffre per la mancanza di infrastrutture e servizi di base. Missionari e operatori cristiani continuano a operare in condizioni di rischio, rappresentando spesso l’unico punto di riferimento sanitario e sociale per le comunità locali.
Clima sociale e diritti umani.
Il clima sociale è segnato da proteste contro il costo della vita e da una crescente preoccupazione per la libertà di stampa e i diritti civili. Organizzazioni come Amnesty International hanno lanciato l’allarme su arresti arbitrari e restrizioni alla libertà di espressione, mentre la società civile denuncia episodi di repressione e intimidazione nei confronti di attivisti e oppositori politici. [ladepeche.info]
In una regione segnata da instabilità, violenza e incertezze politiche, la Chiesa è chiamata a non spegnere la lampada. Benin, Niger e Nigeria non sono soltanto nomi sulle mappe: sono comunità di credenti che continuano a pregare, servire e testimoniare Cristo in mezzo alla prova.
“Vegliate, state fermi nella fede, comportatevi da uomini, siate forti.” (1 Corinzi 16:13)
Nel Benin, le chiese seguono con attenzione una fase politica delicata, mentre cresce la preoccupazione per la sicurezza nelle regioni settentrionali, sempre più esposte alle infiltrazioni violente provenienti dal Sahel. Le comunità cristiane rispondono con appelli alla pace, alla responsabilità civile e alla preghiera.
Nel Niger, la situazione resta fragile: missionari e operatori cristiani lavorano in un contesto di rischio crescente, con limitazioni alla mobilità e timori per sequestri e violenze. La missione continua, ma spesso in modo silenzioso, discreto, affidata alla forza delle chiese locali.
La Nigeria continua a essere teatro di attacchi armati, rapimenti e banditismo, soprattutto nel nord e nella Middle Belt. Le comunità cristiane soffrono perdite, sfollamenti e traumi, mentre chiedono protezione, giustizia e un impegno reale per la pace.
La tentazione, davanti a tanta sofferenza, è duplice: cedere alla paura o alla rabbia. Il Vangelo ci chiama invece a una terza via: resistere nella fede senza rinunciare all’amore. La Chiesa nel Sahel non è chiamata a dominare, ma a testimoniare; non a vendicarsi, ma a perseverare.
Gesù non promette sicurezza politica, ma presenza fedele. In contesti dove lo Stato è fragile e la violenza sembra arbitraria, la comunità cristiana diventa spesso l’unico luogo di cura, ascolto e speranza. Questa non è debolezza: è forza evangelica.
“Beati quelli che sono perseguitati per la giustizia, perché di loro è il regno dei cieli.” (Matteo 5:10)
Voce alla Chiesa – Le Assemblee di Dio in Benin
Le Assemblee di Dio in Benin rappresentano una delle realtà evangeliche più radicate e dinamiche del Paese. Con migliaia di comunità locali diffuse sia nei centri urbani sia nelle aree rurali, svolgono un ruolo fondamentale nell’evangelizzazione, nella formazione biblica e nel sostegno sociale. In un clima segnato da tensioni e insicurezza nel nord, i responsabili delle chiese invitano i credenti a rispondere con preghiera, unità e responsabilità civica, testimoniando una fede che non si ritira davanti alla paura ma continua a servire il prossimo con amore e fermezza.
La redazione della Carovana Evangelica si unisce alla preghiera ed alla sofferenza dei fratelli del Benin e del Sahel :
Preghiera guidata e intercessione
Signore Gesù Cristo,
ti affidiamo i nostri fratelli e sorelle in Benin, Niger e Nigeria.
• Consola chi ha perso persone care e dona pace ai cuori feriti.
• Proteggi le chiese, i pastori e i missionari che servono in contesti pericolosi.
• Concedi saggezza ai governanti e spezza i cicli di violenza e vendetta.
Rendici una Chiesa vigile, fedele e compassionevole,
capace di vincere il male con il bene.
Amen.
Un caro saluto a tutti i responsabili delle Chiese delle Assemblee di Dio in Benin e a tutti i nostri cari fratelli di tutte le Comunità Cristiane di ogni denominazione.
Dio Vi protegga tutti!
Fonti aggiornate sulle notizie dal Benin
Fonti internazionali:
• Al Jazeera – Benin votes in key parliamentary, local polls a month after thwarted coup [aljazeera.com]
• DW – With Benin elections near, failed coup shakes democracy [dw.com]
• Reuters – Leader of foiled Benin coup attempt has sought refuge in Togo [english.al…rabiya.net]
• IMF – Extension of the Extended Fund Facility, Extended Credit Facility, and Resilience and Sustainability Facility Arrangements with Benin [imf.org]
• Wikipedia – 2026 Beninese presidential election [en.wikipedia.org]
• Google News – Benin [news.google.com]
• Ground News – Benin Breaking News Headlines Today [ground.news]
• Internazionale – Benin [internazionale.it]
Fonti locali e africane:
• La Depeche – Benin [ladepeche.info]
• La Nouvelle Tribune – Benin [lanouvelle…ibune.info]
• Benin Web TV – Legislative elections in Benin 2026 [beninwebtv.bj]
• Intopic – Ultime Notizie Benin News [intopic.it]
• Le Matin – Toute l’actualité du Bénin en direct [lematin.bj]
• Benin Medias – Actualité du Bénin en temps réel [beninmedias.bj]
• VOA Afrique – Bénin [voaafrique.com]
• RFI – Bénin [rfi.fr]
