TENSIONI GLOBALI
Come leggere i conflitti attuali alla luce della Bibbia?
Negli ultimi giorni il panorama mondiale è stato attraversato da un aumento delle tensioni internazionali. Dalla corsa agli armamenti alla crescente instabilità geopolitica, fino ai conflitti “congelati” che tornano a scaldarsi, stiamo assistendo a uno scenario che mette alla prova le nazioni e genera timori diffusi tra le popolazioni.
Mentre i governi si riuniscono in summit urgenti e i media trasmettono continuamente aggiornamenti, molti si chiedono: «Cosa sta accadendo al nostro mondo?»
Per il credente la domanda più importante diventa: «Come interpretare questi eventi con occhi spirituali?»
Certamente, in questi ultimi tempi si osserva una compattazione di un fronte anticristiano. Possiamo rilevare che, mentre ancora i cristiani discutono tra loro delle loro divisioni e delle diverse dottrine, per alcuni terroristi islamici non esiste un cristiano cattolico o un cristiano protestante, ma semplicemente un cristiano, destinato — secondo i più intransigenti — a essere eliminato perché definito “infedele” ed “eretico”. In realtà, questa distanza tra le diverse confessioni cristiane, pur esistendo, è stata attenuata dagli ultimi documenti dottrinali: ad esempio, le encicliche di Papa Giovanni Paolo II : l’Enciclica “Ut Unum Sint”, datata 25 maggio 1995. affrontano il tema dell’unità cristiana.
Guardiamo ciò che dice la Bibbia, al momento del ritorno di Cristo, saranno accolti solo credenti in Lui; secondo una interpretazione biblica non saranno distinti cattolici, protestanti o altre confessioni: verrà introdotta una sola categoria: coloro che hanno creduto in Cristo.
Non possiamo però ignorare gli eventi che dimostrano che stiamo vivendo tempi cruciali in particolare elenchiamo di seguito alcuni aspetti che non si possono in definitiva trascurare.
1. Un mondo sempre più instabile
Non possiamo ignorare ciò che sta accadendo:
• Crescono le rivalità fra grandi potenze.
• Alcune regioni del mondo tornano a essere teatro di violenze.
• L’aumento dei prezzi, l’insicurezza economica e le migrazioni di massa generano tensioni sociali.
• Il discorso pubblico è diventato più aggressivo e polarizzato.
• La tecnologia militare avanza più rapidamente della diplomazia.
È un groviglio complesso che intreccia poteri, interessi economici, identità culturali e fragilità umane.
Ma per il cristiano tutto ciò non è una sorpresa improvvisa: la Scrittura parla di tempi turbolenti sin dai profeti dell’Antico Testamento fino alle parole di Gesù e degli apostoli.
2. “Guerre e rumori di guerre”: cosa intendeva Gesù?
Gesù disse:
«Voi udirete parlare di guerre e di rumori di guerre… ma guardate di non turbarvi; perché bisogna che questo avvenga, ma non sarà ancora la fine.» (Matteo 24:6)
Questa frase è spesso citata, ma a volte fraintesa. Gesù non stava dicendo: “Ogni volta che c’è una guerra, la fine è vicina”, ma: “Le guerre fanno parte della storia umana; non devono turbarvi né spaventarvi, perché Io sono con voi.”
L’intento del Signore è chiaro:
• Non alimentare paura.
• Non cadere nella confusione.
• Non lasciarsi paralizzare dall’incertezza.
• Non perdere la fede dinanzi alle crisi globali.
Le guerre sono uno dei frutti della caduta dell’uomo, del peccato, dell’egoismo, del desiderio di dominio (Giacomo 4:1-2). Per questo continueranno fino al ritorno del Principe della Pace.
Molti ritengono che alcuni eventi confermino la veridicità delle parole dette dal Signore Gesù Cristo. Ad esempio: aveva predetto che del tempio non sarebbe rimasta pietra sulla pietra (Matteo 24:2), e nel 70 d.C. il tempio di Gerusalemme fu veramente distrutto, e a tutt’oggi resta solo il “muro del pianto” .
Analogamente, oggi vediamo guerre potenti che devastano da un secolo a questa parte, lo Stato di Israele che torna come nazione nel 1948, l’Olocausto avvenuto nel secolo scorso. Se consideriamo queste cose, non possiamo fare a meno di riconoscere che ciò che Egli ha detto è vero e rimane vero.
Viviamo in un’era in cui siamo bombardati da notizie che ci travolgono, ci confondono, ci turbano. Analizziamo questi fenomeni alla luce della Parola di Dio.
3. Il rischio della sovra-informazione
Viviamo bombardati di notizie: notifiche sul telefono, video, dirette, dibattiti infiniti.
Questa sovraesposizione può creare:
• ansia,
• confusione,
• un senso di impotenza,
• una percezione distorta della realtà.
La Bibbia però invita alla sobrietà:
«Siate sobri e vigilanti…» (1 Pietro 5:8)
Il credente è informato, ma non travolto.
Vigila, ma non teme.
Osserva, ma non si lascia dominare.
4. Come dovrebbe reagire il cristiano?
a) Pregare per la pace e per i popoli coinvolti
La prima risposta non è lo sdegno politico, ma la preghiera. Il Signore ci chiama a intercedere per:
• le vittime,
• le famiglie divise,
• i governanti,
• i bambini che soffrono,
• le Chiese che vivono in zone di conflitto.
b) Essere operatori di pace
Gesù disse:
«Beati i pacifici, perché saranno chiamati figli di Dio.» (Matteo 5:9)
Il credente dovrebbe essere un balsamo nelle discussioni, non benzina sul fuoco. In un mondo arrabbiato, il cristiano è un messaggero di riconciliazione.
c) Mantenere la fiducia nella sovranità di Dio
Perfino quando la storia sembra deragliare, la Bibbia afferma:
«Il Signore regna.» (Salmo 97:1)
Dio non perde mai il controllo. Le nazioni agitano le acque, ma il trono di Dio è immobile.
d) Testimoniare speranza in un mondo che ha paura
Più il mondo è confuso, più la speranza cristiana brilla. La gente non cerca teologia complessa: cerca pace, certezze, risposte, luce. Noi siamo chiamati a portarle.
e) Dire la verità. Esercitare il proprio diritto di cittadino di denunciare e non lasciare cadere nel silenzio le atrocità commesse in ogni parte del mondo.
5. I conflitti come specchio spirituale dell’umanità
Ogni guerra nasce prima dai cuori, e poi dai confini.
La Bibbia è chiara:
«Sono le passioni che fanno guerra nelle vostre membra… Desiderate e non avete.» (Giacomo 4:1-2)
Le tensioni globali sono un grande specchio dell’uomo senza Dio:
• orgoglio,
• avidità,
• paura,
• sete di potere,
• mancanza di perdono.
Non possiamo cambiare le nazioni, ma possiamo permettere allo Spirito Santo di cambiare noi. Il rinnovamento del mondo inizia sempre dal rinnovamento del cuore.
6. Vivere questi tempi con vigilanza, non con terrore
La Bibbia ci invita a riconoscere i “segni dei tempi”, ma non a cadere nella speculazione o nel panico profetico.
Il credente attende il ritorno di Cristo non come una minaccia, ma come una speranza:
«Quando queste cose cominceranno ad avvenire, alzatevi e levate il capo, perché la vostra redenzione è vicina.» (Luca 21:28)
Questa non è una chiamata a isolarsi, ma a vivere
• più pieni di fede,
• più sobri,
• più impegnati,
• più santi,
• più innamorati di Cristo.
In conclusione: in un mondo che trema, Dio resta immutabile.
Il mondo trema, la storia è agitata, le nazioni si confrontano, ma Dio resta lo stesso.
L’Evangelo resta potenza.
La Chiesa resta la luce del mondo.
Che questi giorni difficili siano per noi un invito a:
• rinnovare la nostra fiducia,
• rafforzare la nostra comunione fraterna,
• essere uomini e donne che portano Cristo dove regna la paura,
• non farci dominare dagli eventi, ma dominare gli eventi con la fede.
«Il Signore è il mio rifugio e la mia fortezza… In Lui confiderò.» (Salmo 91:2)
Francesco Pastone
