play_arrow

keyboard_arrow_right

Ascoltatori:

Ascoltatori di punta:

skip_previous skip_next
00:00 00:00
playlist_play chevron_left
volume_up
  • play_arrow

    La Carovana Evangelica

AFFONDARE E NUOTARE

Dalla disperazione alla vittoria

Giovanni 5:1–4

” Dopo queste cose vi fu una festa dei Giudei, e Gesù salì a Gerusalemme. Or a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Bethesda, che ha cinque portici. Sotto questi giaceva un gran numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici, che aspettavano il movimento dell’acqua. Perché un angelo scendeva in certi momenti nella piscina e agitava l’acqua; e il primo che vi scendeva dopo che l’acqua era stata agitata era guarito da qualunque malattia fosse affetto.”

Bethesda significa “casa di misericordia” o “acqua che scorre”. In un certo senso, questa piscina può essere vista come un’immagine della Chiesa.  Attorno a quelle acque sedeva una grande moltitudine di persone: impotenti, ciechi, zoppi, paralizzati, inariditi, in attesa che l’acqua si muovesse. E oggi, in molte chiese del mondo, troviamo una condizione simile. Molti credenti siedono nella casa di Dio, ma sono spiritualmente impotenti, senza forza, senza discernimento, feriti dalla vita, inariditi interiormente, e aspettano che qualcun altro li conduca nella presenza di Dio.La moltitudine rappresenta persone comuni, spesso senza potere e senza direzione. Essere impotenti significa non riuscire ad agire con efficacia, sentirsi incapaci, bloccati, senza forza.
Essere ciechi significa mancare di percezione, consapevolezza e discernimento spirituale.
Essere zoppi significa camminare con fatica, segnati dalle ferite della vita.
Essere inariditi significa non fiorire più, perdere vitalità, spegnersi poco a poco. Proviamo a immaginare quella scena. Cinque portici circondavano la piscina. Dove ci sono molte persone, c’è rumore. Dove c’è sofferenza, ci sono lamenti, pianti, distrazioni. Attorno a Bethesda c’erano persone malate, persone sofferenti, persone che gemevano nel dolore.E quando l’acqua si muoveva, non tutti riuscivano a reagire in tempo.Eppure, quelle persone avevano speranza. Avevano fede. Speravano di essere i primi a entrare nell’acqua agitata, perché sapevano che chi vi entrava per primo sarebbe stato guarito.Ora guardiamo alla Chiesa di oggi.Perché così tante persone che si definiscono cristiane sono diventate spiritualmente impotenti? Perché molti non riescono più ad agire con fede, forza e autorità? Spesso la risposta è questa: rumore e distrazioni. C’è un rumore spirituale prodotto da insegnamenti errati, confusione e compromessi. Ci sono distrazioni che portano molti credenti a diventare tiepidi,  come viene descritto in Apocalisse 3.Poi ci sono le correnti del mondo: pornografia, dipendenze, opere della carne, compromessi, peccati nascosti. Sono come correnti pericolose che afferrano una persona e la trascinano lontano dall’ombra dell’Altissimo, di cui parla il Salmo 91. Quando qualcuno viene preso da queste correnti, Satana cerca di convincerlo che non esiste una via d’uscita. Gli sussurra che non ce la farà, che è troppo debole, che è ormai senza speranza.E ogni giorno molti credono a questa menzogna.  Molti tornano alla stessa schiavitù dalla quale lo Spirito Santo li aveva liberati.Qual è allora la soluzione? Alzarsi e cominciare a muoversi sotto l’unzione dello Spirito Santo.  In  Ezechiele 47 troviamo la visione delle acque sante. L’uomo con la corda da misurare può essere visto come un’immagine dello Spirito Santo: Egli ci guida, misura il cammino, ci mostra dove andare, ci avverte delle trappole del fango e della melma che potrebbero intrappolarci, e ci insegna a nuotare fuori dalle correnti pericolose della vita.È giunto il tempo in cui i cristiani non possono più dipendere da qualcun altro per essere portati nella presenza di Dio. Dobbiamo fare il primo passo. Dobbiamo entrare nelle acque dello Spirito Santo. Il fiume scorre dal tempio. Le porte della casa parlano del santuario da cui esce l’acqua. E la Porta è Cristo. 

Giovanni 10:7. Gesù dunque disse loro di nuovo: «In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore». Le acque che escono rappresentano lo Spirito Santo.Ogni fiume ha un inizio. Di solito comincia come un piccolo ruscello, qualcosa che si potrebbe quasi attraversare con un passo. La salvezza è l’inizio del fiume. Il primo passo è nell’acqua fino alle caviglie.Poi, continuando a camminare, l’acqua arriva alle ginocchia.Le ginocchia parlano di preghiera.Gesù ascolta le nostre preghiere e le presenta al Padre. Ma imparare a nuotare richiede di rimanere nell’acqua e di andare più in profondità. Molte volte, nel mare della vita, ho fatto come Pietro: ho distolto gli occhi da Gesù e ho cominciato ad affondare. Mi sono trovato a sprofondare nella disperazione, a lottare per tornare in superficie, a cercare aria, a gridare: “Perché?”. Le tempeste della vita possono sfinirci. Possiamo diventare inariditi, smettere di fiorire, asciugarci spiritualmente perché ci manca l’acqua viva.A volte bisogna affondare prima di imparare a nuotare. Perché? Perché finché rimaniamo nelle acque calme dell’ambiente in cui siamo stati salvati, circondati da credenti che ci incoraggiano e ci sostengono, possiamo sentirci forti. Ma quando ci allontaniamo da quell’ambiente, possiamo essere facilmente influenzati e tornare alle vecchie abitudini: dipendenze, compromessi, schiavitù, peccati da cui eravamo stati liberati. Alcuni arrivano quasi ad affondare del tutto. Ma proprio lì, nel momento più difficile, si può udire la voce dolce e sottile dello Spirito Santo: Nuota attraverso la corrente. Raggiungi la Roccia salda.La vita è fatta di scelte.  Anche Saulo, sulla via di Damasco, ebbe una scelta da fare. Era cieco, finché i suoi occhi non furono aperti e vide la luce.La moltitudine alla piscina e Saulo, che sarebbe poi diventato l’apostolo Paolo, avevano qualcosa in comune: entrambi stavano aspettando; entrambi dovevano agire; entrambi dovevano muoversi per fede verso l’opera e l’unzione dello Spirito Santo.Il cammino del credente è interamente un cammino di fede. 

Ebrei 11:1   –  Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono.

La buona notizia è questa: il movimento delle acque, l’unzione dello Spirito Santo, non è più confinato in un solo luogo. Coloro che sedevano alla piscina di Bethesda dovevano aspettare un momento preciso e sperare di essere i primi a entrare nell’acqua. Ma chi ha Gesù come Salvatore può essere riempito dell’Acqua Viva. Può entrare nel battesimo dello Spirito Santo, specialmente nei giorni in cui stiamo vivendo.Nel giorno di Pentecoste, quelli che si trovavano nella stanza di sopra stavano ubbidendo al comando che Gesù aveva dato loro prima di ascendere al cielo. Egli disse loro di attendere la promessa del Padre. Notiamo bene: non fu una semplice richiesta. Fu un comando.

Atti 1:4–5  :  E, trovandosi con essi, comandò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere la promessa del Padre: «Quella», disse, «che voi avete udita da me. Perché Giovanni battezzò con acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo fra non molti giorni».

Siamo cambiati da quando abbiamo visto la Luce? Viviamo in tempi difficili. Le onde si stanno alzando. Il mare della vita si sta agitando. Le tenebre diventano sempre più audaci. L’opposizione contro i credenti cresce. I tempi sono pericolosi.Ma spiritualmente parlando, una volta riempiti dello Spirito Santo, abbiamo una scelta da fare.Entrare nelle acque dell’unzione. Affondare non nella disperazione, ma nella presenza e nella potenza dello Spirito Santo. Non più impotenti, ma rivestiti della potenza dall’alto.
Non più zoppi, segnati dalle ferite della vita, ma trasformati in forti nuotatori per il Regno di Dio.
Non più inariditi e spiritualmente asciutti, ma figli di Dio vivi, rinfrescati ogni giorno, desiderosi di occuparsi degli affari del Padre: le anime. L’unzione dello Spirito Santo e la Parola di Dio custodita nei nostri cuori ci rendono pronti in ogni tempo, favorevole o sfavorevole. Siamo chiamati a portare speranza a un mondo perduto e morente, annunciando che chiunque invoca il nome del Signore e crede nel proprio cuore sarà salvato.  Atti 19:2«Avete ricevuto lo Spirito Santo, quando avete creduto?» Luca 24:49 parla dell’essere rivestiti di potenza dall’alto. Atti 2:17–18«Avverrà negli ultimi giorni», dice Dio, «che io spanderò il mio Spirito sopra ogni carne; i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri giovani avranno visioni e i vostri vecchi sogneranno sogni. Anche sui miei servi e sulle mie serve, in quei giorni, spanderò il mio Spirito, e profetizzeranno».L’ora della mezzanotte si avvicina ogni giorno di più.Non rimanere impotente.
Non rimanere ferito.
Non rimanere inaridito.
Non restare seduto accanto all’acqua aspettando che qualcun altro ti muova.Alzati.
Fai il primo passo.
Entra nel fiume.La Porta è Cristo.
L’Acqua è lo Spirito Santo.
La Roccia è Gesù.
Il tempo è adesso vai dalla disperazione alla vittoria.

Paul Taylor

Scritto da: admin

Rate it